Come sarà il Nuovo Ospedale?

LE TRE COSE DA OTTENERE: SALVAGUARDIA DEL PRONTO SOCCORSO, PIÙ SERVIZI DI BASE E UNA RETE SANITARIA EFFICACE

ospedaleCari cittadini,

la riforma sanitaria a livello regionale è in pieno corso e cresce il livello di preoccupazione intorno al nostro Ospedale, che a volte sfocia in alcuni allarmi preoccupanti lanciati da alcuni cittadini, che sostengono che tutti i “piccoli” ospedali, incluso quello di Angera, sono prossimi alla chiusura.

Questi allarmi preoccupano la popolazione soprattutto in virtù di quanto  recentemente accaduto intorno al nostro Ospedale Carlo Ondoli. Mi riferisco ai reparti di chirugia e radiologia, il primo che si limiterà a gestire casi di bassa e media complessità in modalità week surgery (ricoveri dal lunedi al venerdi, con sabato e domenica chiuso), il secondo che ha visto la sottrazione di alcuni medici.

Cosa accadrà al nostro Ospedale? Verrà quindi depotenziato? Stando a quanto visto in queste settimane, non si potrebbe che dire di si.

Eppure il direttore della ASST Valle Olona Brazzoli, nell’incontro con lui avuto tempo fa insieme ai Consiglieri Alessandro Brovelli e Flavio Barelli, ci rassicurò sul fatto che l’Ospedale, terminate le operazioni di riassetto organizzativo, non sarebbe stato depotenziato.

Il Direttore ci invitò a non ragionare più nella logica dei “reparti”, domandandosi quali attività sarebbero rimaste ad Angera e quali sarebbero migrate altrove. Ma di ragionare in termini di “servizi offerti al cittadino”, chiedendosi quindi quali saranno domani i servizi che l’Ospedale di Angera sarà in grado di offrire. Riportò come esempio il laboratorio di analisi, asserendo che per il cittadino non ha alcuna importanza dove si troverà il laboratorio, se ad Angera o altrove. L’importante è che il cittadino abbia la comodità di poter fare i prelievi all’Ospedale di Angera e che sempre qui possa ritirarne gli esiti.

La parola chiave, disse Brazzoli, è quindi “servizio”. La riforma sanitaria sembra indirizzare gli ospedali periferici ad essere dei presidi dove gestire in modo ottimale il servizio di pronto soccorso più una ampia gamma di servizi di base, al fine di gestire in loco tutto ciò che non richieda interventi di natura complessa. Tali interventi sarebbero demandati a centri specializzati, dotati delle migliori tecnologie e dei migliori esperti. Una filosofia che per noi cittadini potremmo sintetizzare così: “Caro cittadino, per tutti i casi di routine o comunque casi non complessi, avrai la fortuna di avere un’ospedale vicino a casa tua che offrirà tutti i servizi di cui hai bisogno. Per i casi più complessi, riteniamo di poter tutelare al meglio la tua salute in un opportuno centro specializzato, dove verrai seguito da personale altamente qualificato”.

E’ un approccio che mi sembra di buon senso. MA accadrà tutto ciò? Finora abbiamo perso dei “pezzi” senza acquisirne di nuovi. Abbiamo il diritto di sapere quanto prima cosa accade! Ricorrendo ad una metafora, il nostro ospedale è come se fosse un treno che si è appena fermato ad una stazione. Sono scesi alcuni passeggeri (chirurgi e radiologi), non sappiamo se ne devono scendere degli altri, ma soprattutto non sappiamo se e quali nuovi passeggeri saliranno a bordo.

In linea con la filosofia descritta dal Direttore Brazzoli ci aspettiamo quanto meno 3 cose, ovvero che:

  1. venga salvaguardato il servizio di pronto soccorso
  2. vengano garantiti maggiori servizi di base rispetto a quelli attuali. Ad esempio oggi il servizio di urologia è pressoché inesistente! Eppure il 25% degli angeresi ha più di 65 anni!
  3. per quanto riguarda gli interventi complessi, i cittadini angeresi vengano indirizzati presso centri specializzati che riescano a gestire in tempo ragionevole le richieste e che siano ad una distanza non eccessiva da Angera (Busto Arsizio ad esempio è raggiungibile in mezz’ora)

E sarebbe auspicabile che in futuro Angera possa diventare un punto di riferimento per una singola, specifica, specializzazione complessa. Avevamo dei livelli di eccellenza nella chirurgia, ma evidentemente si sono fatte scelte diverse. Ciò non esclude che in futuro si possa optare per qualche altra disciplina.

In ogni caso, se si mantiene fede anche solo ai tre punti sopra menzionati, potremo dire di aver raggiunto alcuni obiettivi fondamentali:

  • la salvaguardia del nostro Ospedale, garantendo posti di lavoro e relativo indotto
  • la possibilità per i cittadini di poter beneficiare in Angera di un maggior numero di servizi di base rispetto al passato
  • la possibilità per i cittadini, riguardo gli interventi più complessi, di essere curati da personale medico altamente qualificato con strutture dotate di tecnologie all’avanguardia, il tutto a distanza ragionevole e con tempi d’attesa accettabili.

A fine mese ho in agenda, insieme ad altri consiglieri, un incontro con il Direttore Brazzoli per avere da lui delucidazioni su come sarà il “Nuovo Ospedale Carlo Ondoli” ed in particolare se si andrà nella direzione delle tre cose che ho sopra menzionato.

Il Punto Nascite

Come avrete notato, non sto parlando del punto nascite. Questo in quanto mi sono finora concentrato nel parlare della riforma sanitaria regionale. Tale vicenda, invece, va ben oltre questa riforma. La permanenza di tale reparto è ahimé in bilico estremo  in quanto perennemente sotto le 500 nascite all’anno, soglia indicata come riferimento dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Eppure sono state raccolte migliaia di firme che quantomeno sentenziano che i cittadini vogliono fortemente tale reparto. Non è cosa da poco. Sempre nell’incontro sopra menzionato, infatti, il Direttore Brazzoli ci fece l’esempio del punto nascite di un altro Ospedale che, anni or sono,  venne chiuso senza indugi, perché la stessa cittadinanza aveva nei fatti sconfessato la qualità del reparto stesso.  In che modo? Semplicemente la stragrande maggioranza dei concittadini si recava altrove a partorire. Ad Angera invece non è affatto così. Ho elaborato anche una analisi al riguardo: nel 2012, 2013 e 2015,  4 mamme angeresi su 5 hanno scelto di partorire ad Angera. Solo nel 2014 si è avuta una insolita flessione con solo il 56% delle mamme che ha deciso di partorire all’Ondoli.

Ma basteranno queste firme e queste analisi, per non parlare dei lodevoli tentativi, a difesa del punto nascite, dell’Amministrazione Comunale e del Comitato Permanente Carlo Ondoli, a fermare una direttiva di livello mondiale?

Aggiorniamoci a fine mese.

Bruno Di Blasio

Il Sindaco e l’Ortopedico
RIUNIONE PUBBLICA PER IL BORGO DI ANGERA 31 GENNAIO ORE 21.00